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Nicola Polessi: «Ho realizzato il mio sogno. Ragusa? Possiamo dare fastidio». L’intervista

Non ha bisogno di troppe introduzioni e presentazioni, tutti gli appassionati di calcio, regionali e non, conoscono il suo talento e la sua professionalità, stiamo parlando di Nicola Polessi, il portiere biancorosso che ha scritto tante pagine di sport, diventando così punto di riferimento per tanti portieri. Da un paio di anni insegna ai più piccoli ad amare il calcio e li aiuta a migliorarsi in un ruolo che per lui continua ad arricchire la sua vita.

Partiamo subito dall’imminente gara contro il Ragusa, tu sei, calcisticamente parlando, un tasto dolente per la tifoseria ragusana perché ogniqualvolta ti sei imbattuto nel Ragusa hai sempre regalato prestazioni memorabili. Che ricordi hai delle sfide precedenti contro gli azzurri? E soprattutto che partita ti aspetti domenica?

Parecchie volte mi sono trovato a giocare contro il Ragusa, li ho affrontati in Serie D quando ero nel Caltagirone e nel Vittoria, in eccellenza con il Modica, in promozione con le Aquile Calatine, in serie C con l’Igea Virtus. Fortunatamente molto spesso ho espresso belle prestazioni, ma la partita che ricordo maggiormente è stata in serie D con il Vittoria a Ragusa, vincemmo dopo circa 25 anni, e successivamente il pareggio 0-0 nella stagione 2011-2012 con il modica in casa del Ragusa, in quella stagione gli azzurri vinsero il campionato. Per quanto riguarda la gara di domenica sicuramente non sarò in campo perché quest’anno nel Caltagirone ho il compito di fare il preparatore dei portieri in primis, e qualora ce ne fosse bisogno sostituisco il mio compagno Andrea. Sono fiero di essere in questa società e in questo gruppo che mi stima tantissimo, domenica mi aspetto una bella partita anche perché secondo me il Ragusa è la squadra da battere, noi sicuramente siamo una squadra che può infastidire la capolista attuale. Vincere sicuramente significherebbe fare un grande passo in avanti, ma comunque vada sono certo che faremo un grande campionato perchê credo soprattutto nei valori umani di questo gruppo oltre che a quelli calcistici.

Hai compiuto 48 anni, e continui con amore e passione a difendere quella porta che è parte fondamentale della tua vita. Addirittura, da qualche anno, insegni ai più giovani a diventare un Nicola Polessi del futuro. Che emozioni ti dà dover trasmettere ai ragazzi le tue conoscenze, ed esperienze?

Si, da tre anni faccio anche il preparatore nella scuola calcio del Caltagirone, in passato anche nell’ airone Modica. Allenare i giovani ti dà grosse soddisfazioni, con il passare del tempo vedere questi ragazzi crescere sia umanamente che calcisticamente è molto gratificante. Il ruolo di preparatore mi piace tantissimo e sono certo che posso dare tanto non solo per la mia esperienza in campo ma soprattutto per la passione e l’amore che ho per questo ruolo, quando faccio una cosa mi piace farla perbene, anche per questo motivo oltre alla mia esperienza in campo cerco sempre di documentarmi e aggiornarmi per quanto riguarda il ruolo del portiere. Per cercare di dare sempre il massimo ai ragazzi che alleno mi sono munito di patentino Uefa B e patentino per preparatore dei portieri FIGC.

Quest’anno accanto a te c’è un portiere diverso per certi versi, ma con talento, Andrea Parlabene. Un collega che hai incontrato anche in passato, vedendovi, si nota tanta sintonia e nessuna rivalità, ma solo la voglia di migliorarsi e onorare un ruolo che vi contraddistingue.

Con Andrea non ci può essere rivalità perché ripeto lui è il portiere titolare io il preparatore, ma oltre a questo motivo Andrea è un ragazzo perbene oltre ad essere un buon portiere, i me inoltre ha una stima immensa, anche perché in passato nella stagione 2009-2010 era il mio dodicesimo nel Vittoria calcio in eccellenza.

È una domanda che ho rivolto anche a Parlabene, il ruolo del portiere qualcuno in passato l’ha definito una missione. Tu come definisci questo ruolo e cosa ti ha insegnato in generale?

 Per quanto riguarda il ruolo del portiere penso sia il ruolo più affascinante e bello che ci sia, allo stesso tempo il più difficile e delicato perché un suo errore può determinare l’esito di una gara o di una stagione, quindi oltre alla bravura diventa una dote determinate la personalità. Questo ruolo insegna a non esaltarsi troppo quando le cose vanno bene e nello stesso tempo non abbattersi troppo quando le cose vanno meno bene.

 Segui una vita da puro professionista, non solo atleticamente ma mentalmente. Cosa spinge un giocatore della tua esperienza, dopo tutti questi anni, ad adottare ancora questo stile di vita?

Se non fosse così non sarei più io, è il mio stile di vita non mi comporta nessun sacrificio perché per me è la normalità, è quello che faccio da sempre, non mi vedrei in un altro modo.

Se dovessi fare un primo bilancio della tua carriera, se qualcuno oggi ti chiedesse chi è Nicola Polessi, cosa risponderesti?

Se faccio un primo bilancio della mia carriera direi che è positivo, sono abbastanza soddisfatto. Se qualcuno oggi mi chiedesse chi è Nicola Polessi risponderei che è un uomo che da piccolo sognava di fare il calciatore professionista e da grande è riuscito nel suo intento.

Il Caltagirone viaggia in ottime acque, sta dimostrando tanto valore. Un tuo commento su questa squadra e sul campionato finora disputato.

Come già detto per quanto riguarda il Caltagirone secondo me in questo campionato possiamo fare bene perché abbiamo un grande gruppo, un ottimo allenatore, una grande società e una tifoseria che ci fa lavorare con tranquillità.

Diletta Sirna

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